Articoli inerenti Integrazione ed Allenamento... 

PROCESSI DI PRODUZIONE DELLE PROTEINE IN POLVERE PROCESSI DI PRODUZIONE DELLE PROTEINE IN POLVERE:

I processi di produzione delle proteine in polvere

Ultrafiltrazione

E' il metodo più diffuso per estrarre le proteine dal latte, utilizzato per produrre dal latte, utilizzato per produrre concentrati proteici. Tale processo impiega diversi gradi di pressione per spingere la materia liquida attraverso una membrana porosa con fori di diametri nanometrici. Le molecole proteiche, più grandi dei fori, non possono attraversare la membrana e vengono raccolte. Successivamente, il concentrato è sottoposto a evaporazione e atomizzazione per ottenere infine la polvere. 

Microfiltrazione

Separa le proteine dai carboidrati e dai grassi attraverso un processo naturale non chimico che impiega filtri per trattenere le proteine in base alle loro dimensioni, preservando anche la maggior parte delle frazioni proteiche benefiche. 

Microfiltrazione a flusso incrociato (CFM)

E' simile alla microfiltrazione e all'ultrafiltrazione, ma richiede più tempo e consente una migliore seprazione, da cui si ottengono proteine più pure (una concentrazione proteinca più elevata) , pur mantenendone le sottofrazioni. La CFM avviene a bassa temperatura, con una tecnica di microfiltrazione che consente di ottenere percentuali proteiche molto elevate (oltre  90%) e trattenere importanti sottofrazioni, un bassissimo contenuto di grassi e di lattosio con l'assenza praticamente totale di proteine denaturate. Gli isolati del siero ottenuti tramite CFM contengono grandi quantità di calcio e basse quantità di sodio. 

Idrolisi

Comporta la scomposizione delle proteine in peptdi (frammenti proteici più piccoli, della lunghezza di pochi aminoacidi). L'idrolisi sfrutta il calore e/o gli enzimi per rompere alcuni dei legami tra gli aminoacidi della catena proteica e creare proteine più corte, che possono essere digerite e assimilate più rapidamente. Questo processo è utilizzato per produrre sieroproteine idrolizzate, proteine della caseina idrolizzate e alcuni isolati proteici del manzo

Istantaneizzazzione 

E' un processo in cui la polvere atomizzata viene prima reidratata e poi nuovamente essiccata. Il grado di reidratazione è strettamente controllato per permettere alle particelle di attaccarsi tra loro e formare aggregati prima della riessicazione. In questi prodotti, le minuscole particelle si fondono tra loro, ma i punti di contatto sono così pochi che praticamente tutte le superfici possono essere idratate. Gli aggregati, tuttavia, sono sufficientemente stabili per impedire la formazione di granuli se mescolati ad acqua o altri fluidi. 

Microincapsulazione

E' una tecnologia molto avanzata che consente il rilascio prolungato. Generalmente comporta la miscelazione delle proteine con olio riscaldato, come l'olio di soia, che riveste le particelle proteiche e ne rallenta i tempi di digestione. 

 

Net Integratori

CORTICUT by SELF CORTICUT by SELF:

 

INTEGRATORI SOTTO LA LENTE
Analizziamo il CORTI - CUT
a cura del dr. Fabrizio TAMBURINI
chimico-farmaceutico
laureato un farmacia
specializzato in farmacologia ospedaliere e radio-farmacia

CORTI-CUT
Dopo diversi anni di studi, una nuova interessante meta
nell’abbassare i livelli di cortisolo è stata raggiunta: si
chiama CORTI-CUT. Questo prodotto sembra essere
proprio la risposta ai problemi indotti dagli eccessi di
cortisolo: non solo ne riduce l'aumento determinato
dall'esercizio fisico, ma ne smorza anche la risposta e
contemporaneamente potenzia ed accresce la muscolatura
(vedi arginina aspartato e vitamina D3). Modera la
produzione di cortisolo agendo direttamente sull'ACTH.
E' un integratore naturale, e per questo la sua funzione è
di ridurre le quantità di cortisolo a livelli accettabili, senza
per questo sopprimerli completamente (cosa peraltro
deleteria).
Ma prima analizzare il suo meccanismo di azione apriamo
una piccola parentesi.
Lo stress, causato dalla prestazione fisica eccessiva si
evince dalla maggiore produzione di cortisolo e di
aldosterone prodotto dalle ghiandole surrenali, sotto
influenza dell’ormone adreonocorticorpo
(ACTH). Quindi maggiore sarà lo stress psico-fisico
(poco cambia), maggiore sarà la produzione di questi due
ormoni con le relative conseguenze.
Effetti del cortisolo
In sintesi sono:
•Glicogenolisi con liberazione in circolo di
zuccheri semplici;
•Gluconeogenesi: sintesi di zuccheri a
partire da aminoacidi (depauperamento
proteico muscolare + iperglicemia
circolatoria con iperinsulinemia reattiva che
crea sintesi di tessuto adiposo e blocco del
suo utilizzo);
•Inibizione della sintesi di DNA e RNA
(sintesi proteica);
•Riduzione di efficacia del sistema
immunitario;
•Riduzione efficacia del processo di
riparazione dei processi infiammatori;
•Cardiocircolatorio: aumento di gittata
cardiaca e del tono periferico con
conseguente ipertensione arteriosa;
•Connettivo: ridotta sintesi di collagene,
ridotta crescita dei fibroblasti e quindi
ridotti processi riparativi;
•Tessuto osseo: peggioramento
metabolismo osseo aggravato da cattivo
assorbimento calcico intestinale;
•Funzione renale: effetti metabolici negativi
sul riassorbimento di acqua-sodio-potassio;
•Sistema ormonale: inibita secrezione di
GH (ormone della crescita) oltre ad una
alterata funzionalità tiroidea ;
•Alterazioni tono dell’umore con
l’alternanza di benessere-euforia e calo
umorale (depressione).
Cause dell’incremento del cortisolo
Di seguito sono elencate le cause principali che
concorrono ad un aumento della produzione di cortisolo
nello sportivo che pratica intensa attività fisica.

Sonno insufficiente;

Riposo insufficiente;

Recupero insufficiente;

Sovrallenamento o overtraining sindrome;

Attività extra workout troppo pesanti;

Allenamenti in concomitanza con la
presenza di un malessere psico-fisico;

Alimentazione e integrazione inadeguata.
Fatta questa piccola premessa vediamo in maniera un po’
più approfondita il meccanismo di azione dei vari
componenti di CORTI-CUT.

La fosfatidilserina, d’ora in poi abbreviata PS, fa parte
della famiglia dei fosfolipidi che permettono la coesione
delle molecole costituenti la membrana cellulare,
favorendo il processo omeostatico. Quando ancora non
erano conosciute le proprietà della PS quale sostanza anti-
catabolica, essa aveva già suscitato interesse per come
agisce sulle cellule nervose, favorendone la comunicazione
tra loro. Per queste sue qualità, la PS è stata usata per la
preparazione di prodotti adatti a migliorare le capacità
mnemoniche e cognitive. In questo senso regolando la
permeabilità di membrana essa agisce favorendo
l'accumulo, l'immagazzinamento ed il rilascio di
neurotrasmettitori come la dopamina. Non a caso, la PS è
molto più abbondante nel cervello che in qualunque altra
parte del corpo. Già questa sua caratteristica può farla
considerare un ottimo aiuto per chi vuole migliorare la
prestazione atletica. Un sistema neuro-muscolare più
efficiente può significare maggiore espressione di forza
durante gli allenamenti, con vantaggi anche in termini di
stimolo alla crescita muscolare. Sono diversi gli studi che
confermano la virtù della PS sul ripristino delle capacità
mnemoniche dovute all'invecchiamento.
Le ricerche scientifiche mostrano come l’integrazione con
PS possa smorzare in modo significativo il cortisolo in
condizioni di stress. 

Una notizia non bella per coloro che tutti i giorni fanno
gli addominali in palestra, pensando di migliorare la
definizione, è che i recettori del grasso situati lungo la
parete addominale sono quattro volte superiori rispetto al
resto del corpo quindi se si vuole dimagrire, specialmente
nell’area addominale, bisogna tenere sotto controllo i
livelli di cortisolo.
Studi hanno provato che la PS: 
- riduce la sensazione di fatica;
- mantiene elevati i livelli di testosterone;
- riduce il cortisolo nel sangue del 20%.

La PS trattiene le proteine che compongono le membrane
cellulari evitando così il degradamento muscolare. Allo
stesso tempo ottimizza i processi di scambio
intracellulare, migliorando la permeabilità, per l'entrata
delle sostanze nutritive e per la fuoriuscita dei prodotti di
scarto del metabolismo cellulare. Nei comuni alimenti, la
PS è scarsamente presente. Il nostro organismo non riesce
a produrla da solo facilmente. Per questo la
supplementazione di PS è oggi un argomento di notevole
importanza per gli atleti. 
Altri elementi che arricchiscono la formula di CORTI-
CUT potenziandone l’efficacia sono importanti
antiossidanti quali beta-carotene e
la teanina presente soprattutto nel Tè verde che
favorisce un relax non sonnolento stimolando la
produzione del neurotrasmettitore GABA nel cervello,
contrastando gli effetti stimolanti della caffeina. Inoltre
modula le onde cerebrali per una migliore performance
psico-fisica durante una situazione di stress 
L’arginina aspartato è stata inserita nella formula in
quanto studi clinici hanno confermato la sua efficacia nel
trattamento dello stato di affaticamento psicofisico da
stress e delle sintomatologie asteniche ad essi correlate.
Tale efficacia è collegata anche ad un incremento della
funzionalità delle fibre muscolari scheletriche. Essa
stimola l’anabolismo ed evita che i recettori cellulari si
leghino al cortisolo, stimola la sintesi proteica e la
produzione di ossido nitrico. 
La vitamina D3, è stata aggiunta come ottimizzatore data
ormai le sue riconosciute proprietà accettate dalla
comunità medica come vero e proprio ormone agente su
tantissime e fondamentali funzioni del nostro organismo.
In sintesi i benefici apportati della vitamina D sono: 

Scheletro
salute delle ossa, previene l’ osteopenia,
osteoporosi, osteomalacia, rachitismo e
fratture

Salute cellulare
previene certi tipi di cancro, come quello
alla prostata, al pancreas, mammella, ovaie e
colon; previene malattie infettive e
infezioni al tratto respiratorio superiore,
asma e disturbi respiratori.

Salute organi
previene malattie cardiache e infarti;
previene il diabete di tipo 2, parodontite ,
perdita di denti e altre malattie
infiammatorie.

Salute dei muscoli
supporta la forza muscolare

Salute del sistema autoimmunitario
previene la sclerosi multipla, il diabete
mellito di tipo 1, il morbo di Crohn e l’
artrite reumatoide.

Salute del cervello
previene la depressione, schizofrenia,
morbo di Alzheimer e demenza.

Salute degli stati d’animo
previene il disordine affettivo stagionale, la
sindrome pre-mestruale, i disturbi del
sonno e aumenta il senso di benessere

CONCLUSIONI 
Uno dei momenti migliori per assumere CORTI-CUT è
alla fine di un allenamento (in quanto il cortisolo aumenta
dopo una seduta) e prima di andare a letto potrebbe
essere una strategia per rendere molto più spiccato il
naturale innalzamento del GH che si verificherà nelle ore
notturne.

CELLEXPAND by SELF CELLEXPAND by SELF:

 

INTEGRATORI SOTTO LA LENTE
Analizziamo il CELL EXPAND
a cura del dr. Fabrizio TAMBURINI
chimico-farmaceutico
laureato un farmacia
specializzato in farmacologia ospedaliere e radio-farmacia


Cellxpand è un integratore alimentare, che unisce sia
sostanze volumizzanti nonchè sostanze atte alla
stimolazione dell'ossido nitrico e quindi al pompaggio
muscolare. Un vero e proprio must per tutti coloro che
vogliono energia e pump muscolare durante l'allenamento
cercando la volumizzazione e la crescita muscolare subito
dopo il workout.
È un prodotto a 360 gradi in quanto contiene veramente
tutto quello che il corpo ha bisogno per affrontare in
modo vincente sia il pre-allenamento, grazie ad
aminoacidi come leucina e arginina, e sia il post-
allenamento grazie alla creatina ed alla Glutammina. Sono
presenti varie forme di creatina di ultima generazione per
una massima assimilazione e per dare un supporto al
metabolismo energetico. Beta-alanina è inserita per
contrastare e tamponare la produzione di acido lattico,
mentre la vitamina C per ottenere un effetto
antiossidante.
Perché non è presente la creatina monoidrata
La creatina è sicuramente uno degli integratori più usati
dagli atleti per le sue capacità di incrementare la
performance negli sport con componenti anaerobiche.
I suoi effetti sono già stati dimostrati da tempo con
numerosi studi scientifici. 
La prima forma di creatina ad essere immessa sul mercato
degli integratori è stata la creatina monoidrato, che però
presenta diversi problemi: è scarsamente assorbita dal
muscolo in quanto degradata a pH gastrico, scarsamente
solubile in acqua e con scarso assorbimento da parte delle
cellule muscolari, a meno che non sia accompagnata da
zuccheri ad alto indice glicemico per sfruttarne il
trasportatore muscolare. Queste caratteristiche della
creatina comportano l'uso di elevati dosaggi per
beneficiare delle sue attività ergogeniche, con possibili
effetti collaterali quali problemi di dissenteria e
sovraccarico renale, senza considerare che avendo bisogno
di zuccheri per entrare nel muscolo
favorisce ritenzione idrica e sovrappeso.
Gli atleti che hanno l'intestino sensibile alla creatina o
non vogliono assumere molti carboidrati semplici saranno
ben lieti di sapere che esistono numerose alternative;
infatti per molte persone la ritenzione idrica data dalla
creatina associata agli zuccheri è un problema, un effetto
collaterale che è meglio evitare. Per tali ragioni, negli
ultimi anni la ricerca nel campo degli integratori ha
sviluppato nuove forme di creatina, dove essa viene legata
ad altre molecole che ne migliorano l'assorbimento.
Queste nuove formulazioni di creatina vengono assorbite
più facilmente nell'intestino e nelle cellule muscolari,
quindi permettono di ottenere maggiori risultati con
dosaggi inferiori e con un minore apporto di carboidrati
semplici. In alcuni casi queste molecole, una volta entrate
nel muscolo, vengono separate dalla creatina ed apportano
ulteriori benefici. 
Ecco una descrizione di questi nuovi prodotti

PRINCIPI ATTIVI PRESENTI IN CELLXPAND
Creatina malato
L'acido malico è un intermediario del ciclo di Krebs,
capace di aumentare le disponibilità energetiche cellulari.
Grazie a questa nuova molecola aumentano le capacità
della creatina di rigenerazione dell'ATP muscolare.
Un'altra caratteristica della creatina malato è quella di
essere molto più solubile nell'acqua delle normali creatine
monoidrato, diminuendo così di molto i problemi legati
all'assorbimento enterico di quest'ultima. L'acido malico è
un acido naturale presente in molti frutti e in molte
verdure e anche nel vino.

Creatina alfaketoglutarato
Anche l'acido alfachetogluarico è un intermedio del ciclo
di krebs e pertanto questa creatina risulta avere proprietà
simili alla precedente, col vantaggio di stabilizzare meglio
la molecola di creatina al pH gastrico, quindi di ridurre la
percentuale degradata dallo stomaco.

Creatina citrato
La creatina citrato è ottenuta attraverso la salificazione
con acido citrico. L'acido citrico è contenuto negli agrumi
ed ha effetti tamponanti sul pH gastrico, ciò dovrebbe
garantire una migliore stabilità della creatina. Inoltre
questa forma di creatina è particolarmente solubile in
acqua, molto più della monoidrato. Questa solubilità in
acqua è la principale ragione della popolarità di questo
prodotto. Infatti grazie alla sua elevata solubilità si
evitano i problemi digestivi che le persone più sensibili
avvertono usando la creatina.

Arginina α-chetoglutarato
È Il sale dell'arginina, nel quale due molecole di arginina
sono associate ad una di alfa cheto glutarato.
L'Arginina per somministrazione orale è assorbita, a livello
gastrico, tramite il sistema di trasporto selettivo per gli
aminoacidi basici; questo sistema è, soprattutto a digiuno,
abbastanza efficiente; la massima concentrazione
plasmatica si ottiene dopo 4 ore dalla somministrazione
orale e l'aminoacido si distribuisce elettivamente nel
cervello, fegato e nei reni.
L'arginina è un aminoacido semi-essenziale per l'uomo;
infatti l'organismo è in grado di sintetizzarlo
endogenamente in caso di carenza. L'intensa attività fisica,
tuttavia, sembra incrementare il fabbisogno di questo
aminoacido. L'arginina è essenziale in numerose reazioni
biologiche; infatti rientra nel ciclo dell'urea (facilitando
l'eliminazione dei prodotti di scarto che derivano
dall'ossidazione amminoacidica), è un aminoacido
glucogenico (quindi è in grado di rifornire il corpo di
glucosio in caso di carenza energetica), ha una funzione
plastica (rientra nella sintesi proteica), e partecipa nel
metabolismo dell'ossido nitrico di derivazione endoteliale.
L'alfa chetoglutarato, è un chetoacido molto importante
dal punto di vista metabolico, poiché rappresenta un
crocevia tra le reazioni cataboliche ed anaboliche. Questa
molecola rientra nel ciclo di krebs, favorendo quindi la
produzione di energia, ma rientra anche nel processo
gluconeogenico, permettendo la sintesi di glucosio
partendo da fonti non glucidiche come gli aminoacidi;
infine rientra anche nella sintesi di alcuni aminoacidi
come il glutammato (quindi glutammina), prolina ed
arginina. Numerosi sono gli studi che stanno testando le
potenzialità di questo chetoacido, con risultati importanti
relativi alla possibilità di preservare la componente
proteica in pazienti affetti da nefropatie, riducendo la
secrezione urinaria di azoto, nonché di migliorare le
condizioni di pazienti affetti da patologie intestinali e la
sintesi di collagene in pazienti anziani, con conseguente
prevenzione nei confronti di alcune patologie come
l'osteoporosi, l'aterosclerosi e l'artrite.
Usi in ambito sportivo AAKG
Ormai da tempo, diversi sportivi utilizzano l'arginina alfa-
ketoglutarato per di ottenere i seguenti risultati:
1. Incremento del rilascio naturale
dell'ormone della crescita;
2. Aumento della massa magra;
3. Migliore performance sportiva;
4. Incremento delle capacità resistive
e di forza massima.
Questi obiettivi sono sottesi dall'effetto biologico
osservato ed in particolare dal coinvolgimento di questo
aminoacido nella sintesi dell'ossido nitrico.
Questo potente mediatore biologico, infatti,
promuovendo la vasodilatazione,facilitando l'apporto di
ossigeno e nutrienti a livello muscolare, permettendo
quindi di sostenere più a lungo e più intensamente la
performance atletica. Gli effetti metabolici dell'arginina e
dell'alfa chetoglutarato, sono utili anche nel sostenere
energeticamente la cellula e nel migliorare la fase di
recupero muscolare preservando dalla proteolisi ed
incrementando la sintesi proteica.
Studi mostrano come la contemporanea somministrazione
di creatina e arginina, possa determinare una miglior
spinta ergogenica, con un relativo miglioramento della
resistenza muscolare e del picco massimo di forza.
Al contempo, l'assunzione di arginina
e antiossidanti quali vitamina C sembra incrementare
del 16% la soglia anaerobica, ritardando la sensazione di
fatica.
Altra possibile associazione è quella con aminoacidi a
catena ramificata; infatti, uno studio mostra come la
supplementazione di 2 g di BCAA con 0.5 g di arginina,
possa ridurre la proteolisi in seguito ad esercizio
muscolare intenso.

VITAMINA C
La vitamina C è un potente antiossidante; ha un effetto
vasoprotettore, rendendo il rivestimento dei capillari più
resistente e limitando le rotture degli stessi durante gli
sforzi più intensi. La vitamina C, facilitando
l'assorbimento del ferro, alza i livelli di emoglobina,
aumentando così i rifornimenti di ossigeno ai tessuti.
Inoltre migliora l'efficacia dell'ormone insulina, aiuta il
funzionamento dell'ipofisi e delle ghiandole surrenali e di
conseguenza la secrezione dei vari ormoni.
Alcune recenti ricerche hanno dimostrato che la vitamina
C migliora il rapporto testosterone/cortisolo che è un
importantissimo indicatore dell'anabolismo/catabolismo
di un soggetto.
La vitamina C è inoltre un fattore di crescita del collagene
che è la proteina fondamentale del tessuto connettivo; se
il tessuto connettivo è debole, molte patologie possono
sovrapporsi: dalle infezioni, alle infiammazioni articolari,
all'artrite reumatoide ed altre malattie autoimmuni. Il
collagene è fondamentale per i legamenti ed i tendini e la
vitamina C favorisce il recupero da infortuni e da lesioni
come l'ernia al disco. La vitamina C è implicata nella
sintesi della carnitina, che funge da trasportatore degli
acidi grassi a livello mitocondriale dove possono essere
utilizzati come combustibile energetico durante le
prestazioni aerobiche. Inoltre recentissimi studi
dimostrano che la vitamina C aiuta a proteggere i muscoli
da eccessivi danni durante la contrazione muscolare, cioè
riduce il "DOMS" (indolenzimento muscolare ritardato)
dovuto a microlesioni a carico del tessuto muscolare e
connettivale ed accelera i tempi di recupero.

Glutammina
E' l'aminoacido libero più rappresentato nel citoplasma
della cellula muscolare e questo fa sì che la glutammina si
comporti da regolatore del volume cellulare, cioè un
aumento della sua concentrazione all'interno della cellula
causa, per osmosi, una iperidratazione della cellula
muscolare. Questa iperidratazione ha un notevole effetto
anticatabolico e difatti varie situazioni di catabolismo
indotte da stress, operazioni, ustioni, infezioni gravi,
superallenamenti, sono contrassegnate da un aumento di
ormoni catabolici quali glucagone e cortisolo e da una
diminuzione dei livelli di glutammina muscolare e di
idratazione delle cellule muscolari. La glutammina, oltre
che regolatore del volume cellulare, è anche uno
stimolatore della sintesi proteica; si è visto infatti che con
l'aumento della concentrazione della glutammina nel
muscolo, la sintesi proteica muscolare aumenta.
Altri ruoli importanti della glutammina sono nella
biosintesi del glutatione (un importante antiossidante),
nella detossificazione dell'ammoniaca da parte del fegato e
nella biosintesi del RNA(la cui carenza causa
un'immunodepressione);quindi una carenza di glutammina
indotta da un allenamento fisico molto intenso può
comportare una diminuzione delle difese immunitarie ed
una maggiore predisposizione a contrarre infortuni e
malattie. Quindi, in questi casi una supplementazione di
glutammina è senz'altro indicata.

BCAA
I Ramificati o BCAA (Branched Chain Amino Acids) sono
degli aminoacidi che presentano, nella catena carboniosa,
una ramificazione. Essi sono: leucina, valina, isoleucina,
tutti e tre appartenenti alla categoria degli aminoacidi
essenziali (cioè quelli che l'organismo non è in grado di
sintetizzare partendo da altri aminoacidi e devono quindi
essere assunti attraverso l'alimentazione).
Gli aminoacidi a catena ramificata hanno caratteristiche
particolari: rendono positivo il bilancio di azoto,
dimostrando la capacità di ottenere modificazioni
significative del profilo aminoacidico anche in situazioni
proteocataboliche, stimolando la sintesi proteica nelle
situazioni in cui è rallentata.
A differenza degli altri aminoacidi, essi vengono
catabolizzati direttamente dal muscolo scheletrico,
pertanto il loro metabolismo non coinvolge in modo
considerevole il fegato (la leucina, anzi, svolge un ruolo
inibitore nella formazione di urea a livello epatico) ed è
per questo che i BCAA vengono prescritti ai pazienti che
presentano insufficienza epatica.
Gli aminoacidi a catena ramificata costituiscono circa il
20% delle proteine muscolari, ma la loro importanza non
è solo dal punto di vista plastico, cioè come semplici
precursori delle molecole proteiche, bensì sono anche
indispensabili per la sintesi delle proteine muscolari.
Questo effetto "anabolico" è soprattutto dovuto alla
leucina.
Nel muscolo e nel fegato la sintesi proteica è rallentata, sia
durante un lavoro muscolare intenso e protratto, sia
durante la prima fase del recupero, mentre la
degradazione viene accelerata. Questa situazione è
probabilmente una conseguenza della diminuzione della
concentrazione ematica dell'insulina e di un aumento di
quella delle catecolamine.
Nella seconda fase di recuperole proteine vengono ricostruite e gli aminoacidi captati dalsangue sono per il 90% ramificati, questo perché il
catabolismo durante l'esercizio fisico avviene soprattutto
a carico di questi ultimi; in questa fase i BCAA grazie alla
loro proprietà di stimolare la sintesi proteica, favoriscono
il recupero dalla fatica causata dal catabolismo. A questo
proposito bisogna sottolineare che la lisi non avviene solo
a causa di eventi microtraumatici; durante l'attività fisica
prolungata e di elevato livello, si verifica una situazione
simile a quella in cui si trova l'organismo durante il
digiuno, dato che questo tipo di lavoro porta verso
l'esaurimento delle scorte di glicogeno, il muscolo fa
fronte attraverso un'autolisi dei tessuti proteici dei quali
ricava alanina e BCAA da converitire essi stessi in alanina
e glutammina, che sono i precursori più importanti della
neoglucogenesi (formazione di glucosio a partire dagli
aminoacidi). Ecco quindi la funzione energetica dei
BCAA: la somministrazione di aminoacidi a catena
ramificata durante l'attività fisica intensa e prolungata,
dovrebbe far fronte all'aumentata richiesta di alanina e la
disponibilità di BCAA di origine esogena permetterebbe
di limitare il consumo di quelli di origine endogena,
diminuendo così l'autolisi delle proteine muscolari
durante il lavoro con notevole vantaggio per l'efficienza
fisica ed il livello di prestazione.
Quindi funzione anabolica come stimolatore della sintesi
proteica e come precursori delle proteine; anticatanbolica
come inibitore della lisi proteica muscolare; energetica
come precursori dell'alanina. Ma i ramificati hanno anche
altri tre meccanismi d'azione molto importanti per la
"performance" atletica: 

innalzamento naturale dei livelli sierici di testosterone;

competizione nell'assorbimento a livello della barriera
ematoencefalica col triptofano (aminoacido precursore della
formazione della serotonina, ormone responsabile della
sensazione di sonnolenza, diminuzione dell'attenzione e senso
di affaticamento);

formazione di glutammina, importante sostanza disintossicante
che favorisce l'eliminazione dell'ammoniaca prodotta durante il
lavoro muscolare intenso e protratto.

Beta alanina
E' stato chiaramente dimostrato che il fattore limitante
per la sintesi muscolare di carnosina non è l'istidina, bensì
la beta-alanina. Ciò significa che i livelli di carnosina
nell'organismo sono limitati dalla disponibilità di beta-
alanina per la sua sintesi. Sostenuta da diversi studi, la
supplementazione orale di beta-alanina è stata quindi
proposta a fini ergogenici per aumentare le quantità di
carnosina intramuscolare. Questo dipeptide può elevare le
performance nel bodybuilding e negli sport che sfruttano
in maniera più o meno importante ilmeccanismo
anaerobico lattacido. La carnosina, infatti, è in grado di
tamponare l'acido lattico nei muscoli, permettendo di
resistere più a lungo a sforzi intensi e favorendo il
recupero dopo la gara o l'allenamento. Non a caso,
dunque, i livelli muscolari di carnosina sono maggiori
nelle fibre bianche (glicolitiche) rispetto a
quellerosse (ossidative) e prevalgono nelle specie animali
che eseguono sprint frequenti (ad esempio levrieri e
cavalli purosangue), voli esplosivi e dispendiosi (come i
fagiani), o rimangono in ipossia prolungata (ad esempio
i cetacei).
L'integrazione con beta alanina trova quindi le stesse
indicazioni della più famosa creatina, che può essere
assunta anche congiuntamente. L'amminoacido, inoltre, si
sostituisce alla supplementazione diretta di carnosina per
il costo nettamente inferiore. Quest'ultima, di
conseguenza anche la beta-alanina, viene additata anche di
interessanti proprietà antiossidanti.

Riassumendo la beta-alanina:
-Aumenta il contenuto di carnosina intramuscolare
-Ritardi insorgenza della fatica muscolare
-Aumenta la capacità dei muscoli di svolgere un lavoro,
sostiene poi l'anabolismo muscolare
-Promuove la vasodilatazione poiché la carnosina genera
l’ossido nitrico. 
La carnosina è generalmente molto meno efficiente della
beta-alanina in termini di effetti perchè occorerebbe
prendere una dose molto maggiore di carnosina per
elevare i livelli di carnosina muscolare contro la sola
ssunzione di beta-alanina.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE DI CELLXPAND
È preferibile assumere il prodotto a stomaco vuoto
separatamente da altri integratori proteici, per evitare
effetti competitivi nell'assorbimento. Per un utilizzo
ottimale va bene come pre-intra e post workout.

MASSACRA by OLIMP MASSACRA by OLIMP:

 

per porzione da 55 gr:

CREA-MAGNA POWER MATRIX 7,0 g

Creatine malate [TRCRM]
Magnesium creatine chelate [MAGNA POWER™]
Creatine alpha ketoglutarate [CAKG] Creatine ethyl ester [CEE]
Creatine orotate [CO]
Creatine ethyl ester malate [CEEM]
Creatine pyruvate [CREAPURE™]

CREAMINO-SORB ATP Matrix 33,55 g

Poly/oligosaccharides complex
Dextrose
Calcium 250 mg (31%RDA)
Phosphor 200 mg (25%RDA)
Magnesium 300 mg (100%RDA)
Vitamin B6 4 mg (200%RDA)
Thiamine 1,4 mg (100%RDA)

ANABOLIC-NOX-ENERGY PUMP MATRIX 13 g
of which:
Arg-NOx Shot: 3,25 g

Arginine malate
Arginine alpha ketoglutarate [AAKG]
L-Arginine (as Arginine ethyl ester)
Citrulline malate

Energy Shot: 4,75 g

Taurine
L-tyrosine
Acetyl L-carnitine
L-carnitine
Caffeine

Aminobolic Shot: 5,0 g

Calcium β-hydroksy-β-methylbutyrate (CaHMB)
Betaine Anhydrous
N-acetyl L-glutamine [NAG]
L-leucine
L-Glutamine (as Glutamine ethyl ester [GEE])
Alanine (as β-alanine ethyl ester [BAEE])

OMEGA3 by Jamieson OMEGA3 by Jamieson:

 

Omega-3 Sport Select

 

La più vasta gamma di Omega 3 purificata con la distillazione molecolare. Prodotti sicuri con i suoi 360 controlli di qualità. Una storia ed una tradizione che dura dal 1922. 

INFORMAZIONI GENERALI

Tali acidi grassi polinsaturi, presenti copiosamente nei pesci dei mari freddi, possono  
essere sintetizzati anche dal nostro organismo attraverso reazioni di desaturazione ed elongazione a partire dall’acido alfa-linolenico (ALA) che e considerato un acido grasso essenziale. Gli  acidi grassi essenziali (AGE)  sono acidi grassi polinsaturi che non possono essere prodotti dal nostro organismo il quale non e in grado di sintetizzare il doppio legame in posizione ω 3 e 6. Esistono due serie di AGE , gli ω-6 derivanti dall’acido linoleico (AL) presente negli olii di semi vegetali e gli ω-3 derivanti dall’acido α-linolenico (ALA) abbondante nell’olio di lino. Gli AGE sono importanti principalmente perche:

 

 

 

 • sono costituenti delle membrane cellulari  di tutti i tipi di tessuto e determinano le proprieta biologiche delle membrane stesse; • sono precursori di  molecole altamente reattive mediatrici dei processi infiammatori: prostaglandine, leucotrieni e trombossani; Precisamente dalla serie ω-6 hanno origine: • le prostaglandine PGE1 che esplicano un’azione antinfiammatoria, inibisconol’aggregazione piastrinica, sono vasodilatatrici ed attivano le funzioni dei linfociti; vengonosintetizzate dall’enzima ciclossigenasi a partire dall’acido dihomo-gamma-linolenico(DGLA); • le prostaglandine PGE2 e trombossani A2 entrambi pro-infiammatori che originano dall’acido arachidonico (AA) per azione dell’enzima ciclossigenasi; • i leucotrieni LT4 altamente infiammatori che derivano dall’AA per reazione catalizzata dall’enzima lipossigenasi.

 

 

Dalla serie ω-3, invece, hanno origine le prostaglandine PGE3 derivanti dall’EPA, ad azione antinfiammatoria, che inibiscono l’aggregazione piastrinica e la formazione di coaguli. Le reazioni di desaturazione e di allungamento di entrambe le serie sono catalizzate dai medesimi enzimi che tendono a prediligere come substrato gli omega-3. L’EPA compete, per lo stesso enzima, con l’AA prevenendo la sintesi di metaboliti infiammatori. Il DHA, assieme all’AA, e un componente importante delle membrane neuronali; per tale ragione e essenziale per lo sviluppo ed il buon mantenimento del sistema nervoso centrale. Negli ultimi anni si e focalizzata l’attenzione sugli effetti degli acidi grassi polinsaturi ω-3, contenuti nell’olio di pesce, sulla salute. Molti sono gli studi che mettono in luce i molteplici effetti benefici sull’apparato cardiovascolare e la loro azione terapeutica e di protezione in malattie autoimmuni ed infiammatorie. L’attuale dieta occidentale e carente in acidi grassi polinsaturi ω-3, e ricca di grassi saturi, acido arachidonico, acidi grassi trans e colesterolo.

 

Un tale regime alimentare da ragione della grande diffusione di patologie degenerative
croniche che affliggono la nostra societa ed ha un ruolo significativo nell’insorgenza di
cardiopatie, infarto, aterosclerosi, ipertensione. Alcuni dei sintomi di un deficit di acidi
grassi essenziali sono: disturbi cardiovascolari, ipertensione, ipercolesterolemia, dolori ed
infiammazioni articolari, riduzione delle difese immunitarie, pelle secca, affaticamento.
Omega 3 Select di Jamieson e una formula ad alta concentrazione di EPA e DHA;
contiene anche vitamina E  (una miscela di tocoferoli di origine naturale) che protegge
gli acidi grassi dalla perossidazione lipidica e conserva la freschezza dell’olio di pesce
contenuto nel prodotto. L’EPA e il DHA sono estratti da pesci di piccole dimensioni, come
sardine ed acciughe, contenenti una quantita piu ridotta di contaminanti rispetto ai pesci di
stazza grande, poiche si nutrono direttamente di plancton e quindi l’effetto di bioaccumulo
degli inquinanti, lungo la catena alimentare, è minore.
 

 

 


                                                           EFFETTI BENEFICI
   • riduzione della pressione arteriosa;
  • miglioramento dei livelli plasmatici dei lipidi con riduzione delle concentrazioni dei 
    trigliceridi;
  • effetto antitrombotico con riduzione dei livelli di fibrinogeno e dell'aggregazione piastrinica

 • miglioramento della fluidita del sangue;
 • diminuzione del rischio di aterosclerosi;
 • effetti antiaritmici;
 • numerosi studi clinici hanno dimostrato gli effetti terapeutici di una integrazione con
   acidi grassi ω-3 nel trattamento di patologie croniche allergiche ed infiammatorie. Gli ω-3
   conducono alla sintesi di prostaglandine che inibiscono l’infiammazione e competono
   con l’AA riducendo la sintesi di metaboliti pro-infiammatori (PGE2, A2, LT4). Per tali ragioni sono   in  grado di ridurre l’infiammazione e possono alleviare i sintomi nei casi di artrite reumatoide, asma,  psoriasi ed eczema.
 

 

 

DIETA CHETOGENICA DIETA CHETOGENICA:

Esempio dieta chetogenica

Dieta esempioDIETA GIORNO 1


COLAZIONE

Prosciutto crudo 50 g
Pane di segale 50 g

SPUNTINO

Pistacchi tostati e salati 50 g

PRANZO

Rucola 100 g
Trancio di salmone (grigliato) 150 g
Olio di oliva 20 g

SPUNTINO

Fiocchi di latte 100 g

CENA

Zucchine 200 g
Capretto grigliato 200 g
Olio di oliva 10 g


Composizione Dieta

NUTRIENTE QUANTITÀ % ENERGIA
Energia 1508 Kcal  
Proteine 120 g 32
Grassi 102 g 61
Carboidrati 30 g 7
Fibra 10 g  
Alcol 0 0
Ferro 8.5 mg  
Calcio 432 mg  
colesterolo 271 mg  

Dieta esempioDIETA GIORNO 2


COLAZIONE

Bresaola 50 g
Pane di segale 30 g

SPUNTINO

Mandorle dolci 50 g

PRANZO

Fagiolini 200 g
Trancio di salmone (grigliato) 250 g
Olio di oliva 20 g

SPUNTINO

Grana 50 g

CENA

Pomodori da insalata 200 g
Lattuga 100 g
Vitellone, tagli semigrassi 150 g
Olio di oliva 10 g

Composizione Dieta

NUTRIENTE QUANTITÀ % ENERGIA
Energia 1686 Kcal  
Proteine 160 g 38
Grassi 104 g 55
Carboidrati 30 g 7
Fibra 18 g  
Alcol 0 g  
Ferro 20.61 mg  
Calcio 1063 mg  
colesterolo 262 mg  

Dieta esempioDIETA GIORNO 3


COLAZIONE

Speck 50 g
Sottilette formaggio 30 g
Pane di segale 25 g

SPUNTINO

Arachidi tostate 50 g

PRANZO

Lattuga 200 g
Trota saltata in padella 200 g
Olio di oliva 10 g

SPUNTINO

Shake proteico 30 g

CENA

Broccoli 250 g
Uovo di gallina (2 interi + 2 albumi) 150 g
Olio di oliva 10 g

Composizione Dieta

NUTRIENTE QUANTITÀ % ENERGIA
Energia 1376 Kcal  
Proteine 122 g 35
Grassi 86 g 56
Carboidrati 31 g 8
Fibra 17.65 g  
Alcol 0 g  
Ferro 12.05 mg  
Calcio 492 mg  
colesterolo 785 mg  

Dieta esempioDIETA GIORNO 4 (RICARICA)

COLAZIONE

Latte di vacca parzialmente scremato 250 g
Zucchero 10 g
Fette biscottate integrali 100 g
Marmellata 50 g

SPUNTINO

Yogurt di latte parzialmente scremato 130 g
Kiwi 100 g

PRANZO

Riso parboiled 200 g
Parmigiano grattugiato 10 g
Pomodori 200 g
Tonno sott'olio sgocciolato 100 g
Olio di oliva 10 g

SPUNTINO

Mela 200 g

CENA

Pane integrale 150 g
Trancio di pesce spada (grigliato) 100 g
Olio di oliva 10 g
Spinaci 200 g

Composizione Dieta

NUTRIENTE QUANTITÀ % ENERGIA
Energia 2640 Kcal  
Proteine 108 g 16
Grassi 65 g 22
Carboidrati 433 g 61
Fibra 38 g  
Alcol 0 g  
Ferro 21.9 mg  
Calcio 1093 mg  
colesterolo 177 mg  

Rabbit Starvation Rabbit Starvation:

La Rabbit Starvation1 oppure "Morbo del Caribù"  è lacondizione di sofferenza e disagio cui sono soggetti gli umani quando la loro alimentazione è costituita da carne eccessivamente magra (coniglio e petto di pollo ad esempio) e assolutamente priva di carboidrati e di grassi.
La letteratura scientifica in materia è scarsa e si basa soprattutto su osservazioni e riscontri effettuati nelle spedizioni artiche o in altre condizioni al limite della sopravvivenza.
I sintomi che la contraddistinguono sono l’insorgere entro una settimana di nausea, diarrea, mal di testa, pressione sanguigna e battito cardiaco ridotti, fatica, sconforto, fame continua di grassi anche dopo pasti abbondanti ma esclusivamente a base di proteine. In alcuni rari casi si è parlato perfino di morte.2

Rabbit Starvation: Osservazioni Storiche

Esiste una certa aneddotica che riguarda i cacciatori bianchi nelle foreste del Canada settentrionale, i quali nella stagione invernale non avevano altro cibo se non la carne magrissima dei conigli con le conseguenze che abbiamo appena elencato.
Conseguenze che non colpivano i nativi Indiani perché mangiavano l’animale completo delle interiora ottenendo sia grasso che glicogeno epatico.
Vilhjamur Stefansson, che ha passato molti mesi con Eskimesi e Indiani delle estreme regioni canadesi, ci racconta che – nonostante l’assenza assoluta di zuccheri e cibo vegetale – il problema non insorge quando ci si nutre di alce e caribù con ampie riserve  di grasso, per non parlare delle foche e dei leoni marini. Non a caso i nativi che consumano questi animali preferiscono cacciare esemplari vecchi proprio perché più grassi.
Un altro famoso esploratore artico, Hugh Brody riferisce che gli Eskimesi mangiano fegato crudo e grasso oppure carne affumicata e lardo (pemmican) rimanendo oltretutto indenni – come ampiamente dimostrato – dalle malattie cardiovascolari che presso quelle società non sono mai esistite. Nella prefazione del libro di Alden Todd “Abbandonati: la storia della spedizione artica Greely, 1881-1884” sempre lo stesso Stefansson sostiene che sia stato il cannibalismo dei compagni già morti a provocare il decesso di buona parte dell’equipaggio come conseguenza di questa inusuale e macabra Rabbit Starvation.
Lo stesso Charles Darwin nel “Viaggio del Beagle” descrive esperienze simili relative alla fame da grassi, pur valutando che i gauchos argentini mangiano per mesi esclusivamente chili di carne di manzo ogni giorno apparentemente senza problema alcuno.

Rabbit Starvation: Osservazioni Scientifiche

Poco ci dice la letteratura scientifica in merito a questo argomento.
Esiste uno studio3 su di un singolo caso di decesso per Rabbit Starvation riportato anche da Loren Cordain il quale peraltro ritiene4 che a fronte di un carico proteico eccessivo il fegato non sia in grado di produrre enzimi sufficienti per la sintesi dell’urea.
Oltre un certo limite infatti l’organismo va in iperammonemia e iperaminoacidemia5.
Il tratto gastro-intestinale potrebbe assorbire in teoria non oltre 1,3 – 10 gr di aminoacidi ogni ora6, anche se il dato ci appare superato di gran lunga all’atto pratico. Lo stesso autore d’altronde nella ricerca citata sottolinea come il 75% delle società di cacciatori - raccoglitori ricavi da fonti animali fino al 73% (98% gli Eskimos) del proprio nutrimento. Il limite di tolleranza sarebbe raggiunto sempre secondo Cordain quando l’apporto proteico equivale a circa il 40% dell’introduzione calorica complessiva, secondo Billsborought quando si aggira sul 35%.
I problemi maggiori di questo tipo di dieta che non a caso riconducono ai sintomi descritti all’inizio sono i seguenti:

  1. Deficit calorico imponente.
    La transaminazione converte le proteine in urea e induce la sintesi degli aminoacidi derivati in glucosio. Si tratta di un processo dal costo metabolico molto elevato, fino a 6 volte la trasformazione dei carboidrati in glucosio.
    E’ un processo aerobico che ha il proprio limite nella disponibilità di ossigeno del fegato.
    La capacità complessiva del sistema si attesta comunque sulla produzione di 400 gr. giornalieri di glucosio, che non è poco...
  2. Forte squilibrio della bilancia acido-base dell’organismo e conseguente catabolismo muscolare7.
    Il NEAP infatti (Net Endogenous Acid Production) aumenta in diretta proporzione con l’aumento del cibo di origine animale rispetto a quello vegetale.
  3. Deficit nutrizionale particolarmente di vitamina A e betacaroteni fondamentali nella sintesi delle proteine, vitamina C e acidi grassi. Consumare il fegato degli animali aiuta a superare questa condizione, come le esperienze degli indigeni dimostrano.
  4. Iperproduzione di cortisolo. E’oramai ampiamente dimostrato il rapporto tra dieta e produzione ormonale. In particolare si è posta attenzione all’aumento del cortisolo extra viscerale in seguito a un pasto iperproteico e scarso di carboidrati. La questione ad oggi è servita da pretesto per sottolineare l’influenza negativa che le proteine animali avrebbero sull’umore (ansia, depressione, instabilità) e sulle conseguenze per i nascituri qualora l’alimentazione materna in gravidanza e allattamento fosse iperproteica8Il cortisolo, prodotto dal surrene  e liberato nel sangue, può essere disattivato a cortisone e depositato nel letto viscerale per essere successivamente riattivato.
    Si evidenzia cortisolo attivo in due diverse frazioni:
    VISCERALE: per riattivazione da parte del fegato9,10. Questa quota non risente del cortisolo circolante, non viene influenzata dal pasto e neppure dal diabete di tipo 211, mentre l’obesità sembra avere influenza
    EXTRAVISCERALE: prodotto dal surrene. In seguito al pasto ricco di proteine ma allo stesso tempo povero di carboidrati12,13,14 la frazione surrenale aumenta mentre si riduce l’escrezione dell’ormone.
    Con una quota sufficiente di zuccheri anche con un apporto del 30% di proteine non ne aumenta la produzione.

Sembra quindi essere il rapporto proteine - zuccheri piuttosto che le proteine da sole a determinarne l’increzione dell’ormone. Il meccanismo viene attivato a livello di mucosa intestinale da alcuni aminoacidi - particolarmente il triptofano - con un segnale all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene15. Stranamente questa risposta si attiva solo a metà giornata col pranzo e non per esempio  con la colazione del mattino16.
Escluso ogni possibile valenza allergenica è invece  ipotizzabile una funzione digestiva delle proteine.
Alcuni studi17 infine dimostrano come nella tarda gravidanza in seguito a dieta iperproteica e allo stesso tempo scarsa di carboidrati, si instauri una elevata produzione di cortisolo che programma il neonato ad ipercortisolemia in età adulta.

Riscontri Soggettivi della Rabbit Starvation Attenuata

Il passaggio sia pure parziale alla Rabbit Starvation (50% carne bianca, riduzione dei carboidrati della frutta) ha un immediato riscontro nei seguenti fattori:

  • lieve perdita di potenza ed esplosività muscolare nel lavoro alattacido, da attribuirsi al ridotto apporto di creatina. Nonostante che – grassi a parte - non ci siano differenze sostanziali tra carne di manzo e petto di pollo, il contenuto in creatina di quest’ultimo è praticamente inesistente.
  • La perdita di potenza muscolare sposta il lavoro alattacido verso il lattacido quindi va a intaccare le riserve di glicogeno muscolare, provocando leggero svuotamento e incremento di appetito per i carboidrati.
  • Lievi episodi di cefalee, inappetenza, fame di grassi per l’eccesso di proteine rispetto a grassi e zuccheri (iperammonemia e iperaminoacidemia).
  • L’allenamento diviene meno gioioso e più sofferto.

Tutto questo costringe a ricariche con 10-12 uova intere, fegato di manzo e chili di frutta (in aggiunta, non in sostituzione) al regime di base in un ciclo di 5 giorni rabbit + 2 ricarica. Il risultato netto finale è il mantenimento del peso corporeo con un calo notevole della percentuale di grasso in soli 45 giorni. L’equilibrio acido-base è mantenuto e così l’anabolismo proteico.

In conclusione un lieve shift della Evo Diet verso la Rabbit Starvation si è dimostrato positivo per raggiungere la definizione estrema, non fisiologica richiesta dalle competizioni di bodybuilding, con minimo disagio. Trattandosi tuttavia di una metodica estrema non deve essere protratta oltre le sei settimane.

Tabella alimentare della rabbit starvation

Bibliografia

[1] RABBIT STARVATION”  2006

[2] Speth JD, Spielmann KA ENERGY SOURCE, PROTEIN METABOLISM AND HUNTER-GATHERER SUBSISTENCE STRATEGIES J Anthropol Archaeol 1983: 2:1-31

[3] Lieb CW THE EFFECTS ON HUMAN BEING OF A TWELVE MONTHS EXCLUSIVELY MEAT DIET jama 1929; 93:20-2

[4] L. Cordain et al PLANT-ANIMAL SUBSISTENCE RATIOS AND MACRONUTRIENT ENERGY ESTIMATIONS IN WORLDWIDE HUNTER-GATHERERS DIETS Am J of Clin Nutr 2000; 71: 682-92

[5] Rudman et al MAXIMAL RATES OF EXCRETION AND SYNTESIS OF UREA IN NORMAL AND CIRRHOTICS SUBJECTS J Clin Invest 1973; 52:2241-9

[6] Bilsborought S, Mann N. A REVIEW OF ISSUE OF DIETARY PROTEIN INTAKE IN HUMANS Int J Sport Nutr Exerc Metab, 2000 Apr; 16(2): 129-52 

[7]A. Strhole et al ESTIMATION OF THE DIET-DEPENDENT NET ACID LOAD IN 229 WORLDWIDE HISTORICALLY STUDIED HUNTER-GATHERER SOCIETIES Am J of Clin Nutr vol. 91, n°2, 406-412, 2010

[8] ANXIETY AND DEPRESSION IN MEAT EATERS, 2007

[9] R.Basu et al  SPLANCHNIC CORTISOL PRODUCTION OCCURS IN HUMANS Diabetes 53: 2051-2059, 2004

[10] R.Basu et al  SPLANCHNIC CORTISOL PRODUCTION IN DOGS OCCURS PRIMARLY IN THE LIVER Diabetes, 55: 3013-3019, 2006

[11] R.Basu et al  OBESITY AND TYPE 2 DIABETES DO NOT ALTER SPLANCHNIC CORTISOL PRODUCTION IN HUMANS J of Clin Endo & Metab, vol. 90, n°7: 3919-3926, 2005

[12] B.Ishizuka et al PITUITARY HORMONE RELEASE IN RESPONSE TO FOOD INGESTION: EVIDENCE FOR NEUROENDOCRINE SIGNALS FROM GUT TO BRAIN J of Clin Endo & Met, vol. 57: 1111-1116, 1983

[13] R.H.Stimson et al DIETARY MACRONUTRIENT CONTENT ALTERS CORTISOL METABOLISM INDEPENDENTLY OF BODY WEIGHT CHANGES IN OBESE MEN J of Clin Endo & Met, vol. 92, n° 11: 4480-4484, 2007

[14]R.Basu et al  EFFECT OF NUTRIENT INGESTION ON TOTAL-BODY AND SPLANCHNIC CORTISOL PRODUCTION IN HUMANS Diabetes 55: 667-674, March 2006

[15]C.Benedict et al GUT PROTEIN UPTAKE AND MECHANISMS OF MEAL-INDUCED CORTISOL RELEASE The J of Clin End & Met, vol. 90, n. 3: 1692-1696, 2005

[16]E.L.Gibson et al  INCREASED SALIVARY CORTISOL RELIABLY INDICED BY A PROTEIN-RICH MIDDAY MEAL Psychosomatic Medicine 61: 214-224, 1999

[17]K.Herrick et al  MATERNAL CONSUMPTION OF A HIGH-MEAT, LOW-CARBOHYDRATED DIET IN LATE PREGNANCY: RELATION TO ADULT CORTISOL CONCENTRATIONS IN OFFSPRING The J of Clin Endo & Met, vol. 88, n° 8: 3554-3560, 2003

 

Giovanni Cianti

 

/web/htdocs/www.fitnesspoint.it/home/